Scandalo Avastin Lucentis : Il PM Stefano Pesci chiama in giudizio a Roma i due AD di Roche e Novartis con l’accusa di Aggiotaggio

Matteo Piovella,– Presidente SOI, commenta questa notizia : “
A distanza di 10 anni dalla introduzione in Italia della cura per le maculopatie 100.000 pazienti non hanno adeguato accesso alle cure per salvare la loro vista. Necessaria una riflessione responsabile sull’’irripetibile inadeguatezza gestionale, criticata da anni a livello globale, inerente la cura delle maculopatie, che ha coinvolto drammaticamente l’’Agenzia Italiana del Farmaco – AIFA. La superficiale ed inefficace gestione di Avastin Lucentis da parte delle Istituzioni, oggi in attesa di una devastante pronuncia della Corte Europea, ha pesato come un macigno   nella determina della scelta di Amsterdam quale sede dell’EMA compattando il voto dei Paesi che hanno liberamente giudicato l’Italia Nazione non affidabile”.
 
Il 30 dicembre 2013 è la data di deposito  nelle mani del Magistrato Guariniello della Procura di Torino dell’esposto, firmato in qualità di Presidente SOI per la parte tecnico scientifica e della Fondazione “Insieme per la Vista” Onlus a difesa dei diritti costituzionali   di accesso alla miglior cura da parte dei   pazienti affetti da maculopatia. L’inchiesta sul cartello Roche/Novartis per vendere il farmaco per la cura delle maculopatie Lucentis a scapito del più economico Avastin ha evidenziato “manovre fraudolente finalizzate a turbare il mercato e realizzare così ingiusti profitti patrimoniali” così scrive il PM romano Stefano Pesci “la dolosa enfatizzazione dei rischi dell’Avastin portava all’esclusione del prodotto dall’elenco dei farmaci rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale influenzando le scelte di AIFA e degli oculisti”
Dal 2007 ho sviluppato personalmente una competenza straordinaria circa lo studio e l’utilizzo delle terapie off label e le loro normative applicate alla cura delle maculopatie. Questo mi ha procurato globalmente importanti riconoscimenti certificandomi internazionalmente come il consulente di riferimento tecnico scientifico di USA, Francia, Inghilterra Repubblica Ceca e Giappone: tutto questo nonostante il mio Paese abbia vissuto e viva una situazione unica ed insostenibile.
Non sono mai stato interessato a fare la guerra a Big Farma, ma estremamente concentrato a permettere l’accesso alle cure da parte dei pazienti affetti da maculopatia. Ovvio che le aziende farmaceutiche utilizzano ogni opportunità possibile nascosta tra le pieghe di regolamenti e leggi volontariamente imprecise e mal fatte: la loro mission è correttamente la produzione del maggior utile economico possibile, naturalmente nel rispetto delle leggi vigenti. E la legge Di Bella rappresenta un grave errore da parte di un Ministro della Sanità inesperto e poco capace che non avendo gli strumenti e le capacità per gestire situazioni di emergenza ha promulgato una norma ancora oggi attiva solo nel nostro sfortunato Paese. Ma il vero ostacolo che impedisce oggi ai pazienti di potersi curare è la scellerata perseveranza attuata dagli organi regolatori e di controllo nel non voler ammettere gli errori effettuati fin dall’inizio di questa torbida storia, senza attivarsi per il loro superamento per la paura di dover essere chiamati a risponderne in giudizio e di doverne pagare i danni.
Il gioco è serio.
Il Ministro Lorenzin nella sua denuncia presentata nel 2013 su indicazione dell’avvocatura dello stato, ha valutato un danno economico per il Sistema Sanitario Italiano di un miliardo e duecento milioni di euro. Vorrei tranquillizzare AIFA e in particolare il suo CTS – Comitato Tecnico Scientifico, che solo 2 settimane fa ha insipientemente rigettato le pressanti richieste di SOI finalizzate a consentire, ai 100.000 pazienti affetti da maculopatia, l’accesso alle necessarie cure. L’AIFA ha sostenuto, ancora una volta strumentalmente, la pericolosità delle terapie intravitreali (come fatto a suo tempo da Big Farma, motivo per il quale ora sono chiamate in giudizio) a giustificazione della restrizione che consente a soli 150 medici oculisti (operanti in inesistenti e fantomatici Centri di Eccellenza) la possibilità di erogare la terapia intravitreale. Quindi da quando il CTS si è intromesso, solo il 2% dei Medici Oculisti italiani ha il “Permesso” da parte di AIFA di poter curare i Pazienti. Così come avviene in tutto il mondo, l’attività di SOI è finalizzata a consentire che tutti i 7000 oculisti italiani siano autorizzati ad effettuare le terapie intravitreali per far fronte a una delle maggiormente penalizzanti malattie sociali del nuovo millennio. Una situazione che SOI sta monitorando dal 2007 senza sosta: e questo scandalo è attualmente ancora in atto: nulla è mai cambiato, nonostante le sentenze emesse dai Tribunali. Per questo la SOI, in tempi non sospetti, ha presentato esposto denuncia presso la Corte dei Conti per permettere ai giudici di attribuire le responsabilità circa il miliardo e duecento milioni in ballo, cifra che necessariamente dovrà essere aggiornata per gli anni seguenti. Per questo SOI ha da tempo presentato un nuovo esposto all’Anti Trust, che dopo aver attribuito per il caso Avastin/ Lucentis la più alta multa mai erogata in Italia, dell’importo di 180 milioni di euro, per chiedere contezza delle indicazioni a suo tempo emanate dall’Anti Trust stesso, e totalmente disattese da AIFA e Ministero della Salute.
Entro gennaio la Corte Europea si pronuncerà sul caso Avastin Lucentis. Dall’arringa dell’avvocato della Corte Europea depositata il 21 settembre, a totale sostegno delle posizioni di SOI, il risultato appare inevitabile e scontato. Da quel momento uno Tsunami di incredibile violenza e portata si abbatterà su AIFA e tutti gli altri Enti di Controllo oggi esistenti.
In seguito a questa mia straordinaria personale esperienza desidero mettere a disposizione di chi realisticamente avrà la responsabilità di rimettere tutto, se possibile, al posto giusto, alcuni fatti e poche riflessioni:
Solo una lunga permanenza ai vertici di SOI, conseguenza di elezioni democratiche, mi ha permesso di gestire nella massima solitudine (come di dovere in una situazione di tale responsabilità) questa situazione e di pervenire a risultati straordinari nel fronteggiare questo tremendo scandalo, confrontandomi quotidianamente con oppositori e controparti pericolose in quanto gestiscono un potere quasi illimitato. E questa è una riflessione dedicata a chi istituzionalmente sostiene la necessità di porre illegittimi limiti alla eleggibilità dei Presidenti degli Ordini dei Medici.
In conseguenza alla attività svolta, presso il Ministero della Salute hanno creato un dossier informativo dedicato a ogni potenziale interlocutore del Ministro affinché il Ministro stesso possa rapidamente assumere le prime necessarie informazioni sull’argomento in discussione e sull’interlocutore stesso. Sul mio dossier è riportato: “Interlocutore esperto ma poco incline ai compromessi. Aggressivo. Incorruttibile. Da evitare”. Devo confessare che sono soddisfatto di questa qualificazione: e la stessa vicenda Avastin Lucentis ha un tale valore economico che, di fatto, meglio di qualsiasi altra, ne certifica il fondamento. In proporzione l’importo necessario per “ammorbidire” la posizione di SOI è stata valutata superiore ai 20 milioni di euro, ma in seguito alle azioni personalmente attivate non è stata mai “formalizzata” .
La SOI è una Società Scientifica Ente Morale giuridicamente riconosciuto, priva di scopo di lucro, e ha dovuto impiegare significative risorse economiche per sostenere la difesa dei pazienti affetti da maculopatia in oltre sei gradi di giudizio, compresa la Corte Europea, con tutto quello che questo comporta. In nome di SOI chiedo venga promulgato un provvedimento, per rimborsare SOI delle spese sostenute, per permettergli di continuare il suo istituzionale ruolo di controllo della qualità delle prestazioni oculistiche erogate ai pazienti.
Dal 1998 disegno l’indirizzo dell’operato di SOI, Ente Morale giuridicamente   riconosciuto. Ritengo indispensabile che SOI e “Fondazione Insieme per la Vista” Onlus si facciano parte proponente per una legge che abolisca ogni tipo di immunità per chi gestisce la Sanità Pubblica, cosi come accade ogni giorno per i Medici Chirurghi, obbligati dalla legge ad assumersi responsabilità nei confronti dei pazienti anche quando sono in vacanza al mare. L’obbligo di legge di assunzione di responsabilità risulta essere, a mio parere, l’unico possibile deterrente per impedire a Persone poco capaci, poco esperte e poco preparate di accettare un ruolo per loro inadeguato. Nessuno all’estero riesce a credere che nel nostro Paese molti Parlamentari sostengano che mettere una persona totalmente inesperta a capo di un determinato Ministero possa produrre i risultati migliori rispetto a quelle capaci e competenti. Una realtà davvero incredibile di cui tutti oggi paghiamo le conseguenze.

Matteo Piovella
Presidente SOI
Fondazione “Insieme per la Vista” Onlus